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Il “Green Deal” parte dai territori e dalle imprenditrici agricole

“Il Green Deal, in sostanza la “strategia verde” europea, deve partire dai territori agricoli di tutti i Paesi dell’Unione e le imprenditrici agricole, promotrici della sicurezza alimentare, custodi di biodiversità e sostenitrici della tutela di paesaggio, avranno un ruolo fondamentale nell’attuarlo” – spiega Luana Tampieri, imprenditrice agricola di Cia Imola, presidente di Donne in Campo regionale e da poco eletta vicepresidente nazionale dell’associazione che tutela e promuove l’imprenditoria agricola femminile.

Le donne impegnate in agricoltura, dunque, come motore di un cambiamento “epocale” e ambizioso – voluto dall’attuale Commissione Europea guidata da Ursula von der Leyen – che prevede una serie di misure e investimenti per rendere più sostenibile la produzione di energia e tutte le attività produttive, a partire dall’agricoltura. Questo dovrebbe contrastare i cambiamenti climatici, azzerare le emissioni di gas serra e l’erosione costante delle risorse naturale, in sostanza una crescita equa e green per tutti i cittadini europei.

“Nei prossimi dieci anni – continua Luana Tampieri – verrà delineato un modo diverso e più sostenibile di fare agricoltura. Un processo che in molti territori come quello imolese è già iniziato da qualche anno, promosso da Cia-Agricoltori Italiani Imola insieme a Donne in Campo e che le nostre aziende stanno applicando, non senza difficoltà. Le imprenditrici agricole sono e saranno in prima linea per attuare quella che posso tranquillamente definire una vera e propria rivoluzione, che deve continuare nel rispetto delle peculiarità delle aree a vocazione agricola. Con un obiettivo preciso: coniugare sostenibilità ambientale e sociale con quella economica. Solo se le imprenditrici e gli imprenditori riusciranno a coltivare prodotti di qualità, valorizzando e rispettando l’ambiente e avendo un reddito giusto, si potrà parlare di vero cambiamento. Questi tre pilastri della sostenibilità devono essere perseguiti allo stesso modo, perché se non c’è crescita, non si può chiedere agli agricoltori di attuare pratiche agronomiche ancora più green. Da qualche settimana ho l’onore di essere una delle tre vicepresidenti nazionali di Donne in Campo, una posizione che mi consente di portare avanti da vicino alcune richieste essenziali per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità. Innanzitutto un piano di investimenti per innovare le partiche agricole e renderle sempre più rispettose dell’ambiente. Poi un incremento delle risorse della Pac e non ultimo, un progetto per dare formazione e assistenza tecnica agli agricoltori e sostenerli nella fase di transizione tra il modo attuale di fare agricoltura e quello che persegue gli obiettivi del “Green Deal”. Non si possono lasciare da sole e senza risorse le aziende – conclude Luana Tampieri – a gestire un cambiamento profondo del sistema agricolo, soprattutto quando devono già fronteggiare una crisi generale e fanno fatica a fare reddito”.

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