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Cereali primaverili: a rischio mais, soia e sorgo perchè la siccità potrebbe non far nascere il seme

MARCO-BERGAMI
Lo sottolinea Marco Bergami, cerealicoltore e presidente di Cia-Agricoltori Italiani Emilia Centro, sottolineando che “se il meteo non annuncia pioggia meglio aspettare a seminare”

L’impennata delle quotazioni di soia potrebbe indirizzare le scelte dei produttori su questa coltura. Incentivo ai maiscoltori grazie ad un accordo quadro di filiera

“Cereali primaverili? Meglio rimandare le semine finché le previsioni meteo non diano garanzia di piogge per i prossimi giorni, altrimenti sarà un lavoro a rischio perché il potrebbe non nascere a causa della siccità e del terreno arido”.

Lo sottolinea Marco Bergami, cerealicoltore e presidente di Cia – Agricoltori Italiani Centro Emilia che segnala difficoltà di crescita anche per il grano seminato in autunno, sempre a causa della mancanza di piogge.“Anche frumento tenero e duro, infatti – precisa Bergami – necessitano di acqua per una ottimale ‘levata’ (questo è il termine tecnico del grano che in questo periodo dovrebbe crescere in fretta, ndr)”.Tuttavia l’allarme più grande segnalato dai cerealicoltori riguarda mais, sorgo, e soia perché la siccità potrebbe compromettere la semina stessa.

“Sarebbe importante irrigare – prosegue Bergami – ma con costi elevati. Si tratta di una annata eccezionale perché normalmente in questo periodo non ci sarebbe necessità di apportare acqua a queste colture. Cosa diversa – aggiunge  – per chi ha colture da seme e ortaggi che di norma si irrigano anche ad inizio stagione”.
Anche il mercato dei cereali condiziona le scelte dei produttori: “La grande variabile è l’andamento delle quotazioni – dice Bergami – perché adesso assistiamo ad impennate di referenze come la soia, ad esempio, il che potrebbe indirizzare le scelte di produttori su questa coltura”.
Inoltre è stato siglato a livello nazionale un ‘Accordo Quadro’ sul mais che intende ridare stimoli e fiducia ai coltivatori, frenare la caduta produttiva e sostenere un cereale fondamentale per garantire le produzioni zootecniche del nostro Paese.
“L’intento è quello di favorire il ripristino di un’adeguata capacità di approvvigionamento interno e di arginare, nel contempo, la forte dipendenza dall’estero – precisa Bergami -. Con questo provvedimento sarà concesso un aiuto per la coltura del mais  pari a 100 euro ettaro. È un buon incentivo per una coltura per anni penalizzata. L’accordo è triennale  – conclude Bergami – e la Cia lo ha fortemente voluto: chi volesse conoscere i dettagli i nostri tecnici possono dare tutte le informazioni per accedere all’accordo di filiera”.

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