ROMAGNA

NOTIZIE IN PRIMO PIANO ROMAGNA

Zona Savignano – Antonio Bonelli responsabile rapporto soci e supporto rappresentanza

Antonio Bonelli, 37 anni, perito agrario, in Cia Romagna dal 2018responsabile del settore zootecnico dell’Organizzazione romagnola – da febbraio 2021 è anche responsabile per il rapporto con i soci e per il supporto alla rappresentanza per la zona di Savignano sul Rubicone. Nell’ambito del settore zootecnico in Cia Romagna si occupa anche delle aziende biologiche, di bandi e di primi insediamenti. Le esperienze precedenti lo hanno visto impegnato sempre nella zootecnia nell’Associazione allevatori, dove per diversi anni si è occupato del controllo di latte e carne, di bovini e ovini, per il miglioramento genetico delle razze. Inoltre, per altre realtà lavorative si è occupato del campionamento relativo a etichettatura e biologico per la filiera della grande distribuzione. Sempre in ambito agricolo, Antonio Bonelli ha alle spalle un’esperienza lavorativa in una cooperativa sociale dedita all’inserimento lavorativo – nel comparto vivaistico – di persone a rischio di esclusione o in condizioni di svantaggio o di disabilità.

Olivicoltura da rilanciare. Il punto nella Direzione di Cia Romagna con Anna Rufolo

Alla Direzione via meet di Cia Romagna, svoltasi nel tardo pomeriggio del 25 febbraio, ha partecipato Anna Rufolo, del dipartimento sviluppo agroalimentare e territorio di Cia Nazionale e presidente del Gruppo di lavoro Copa-Cogeca.

Come di consueto la Direzione, oltre ai lavori ordinari, approfondisce temi specifici ed è stata la volta dell’olivicoltura che, come messo in evidenza da tutti gli interventi, non ha valore solo dal punto di vista produttivo, ma anche da quello paesaggistico e di presidio del territorio, che può salvaguardare e raccontare al pari della vitivinicoltura. Tanti i temi aperti, dalla competitività, alla produzione, alla burocrazia per le certificazioni.

Il presidente Danilo Misirocchi ha inquadrato sinteticamente il comparto nell’area romagnola. L’olivicoltura locale rappresenta nel panorama italiano una piccola parte rispetto alle regioni del Sud, ma c’è con la sua storia e il suo valore. Nel territorio romagnolo, compreso nelle aree delle province di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna, è concentrata pressoché la totalità della coltura olivicola regionale: nel 2020 erano circa 3.724 ettari coltivati in Romagna (dei quali circa 3.249 ettari in produzione). Il territorio romagnolo esprime le due Dop regionali “Brisighella” e “Colline di Romagna”. Le aree geografiche di riferimento e più importanti per la coltivazione dell’olivo in Romagna sono le valli dei fiumi Marecchia, Marano e Conca in provincia di Rimini, le valli del Rubicone, del Savio, del Bidente e del Montone in provincia di Forlì-Cesena, le valli del Senio e del Lamone in provincia di Ravenna. Il metodo di produzione biologica è sempre più utilizzato e in incremento anche l’utilizzo di esche e lotta guidata. Gli ettari coltivati a olivo sono 1684 in provincia di Rimini, 1390 a Forlì-Cesena e 650 a Ravenna, per una produzione che si è assestata rispettivamente su 150, 120 e 144 tonnellate di olio nel 2020 (39 tonnellate complessive l’olio Dop).

Anna Rufolo ha presentato una dettagliata fotografia dell’olivicoltura a livello internazionale, europeo e italiano mettendone in evidenza caratteristiche, criticità e punti di forza. Tra l’altro il 12.02.2021 è stato firmato il decreto sui nuovi “programmi di sostegno” al comparto olivicolo-oleario nazionale. I programmi partiranno il 1° aprile e si concluderanno entro il 31 dicembre 2022, potranno contare su una dotazione complessiva pari a 69,2 milioni di euro di cui 34,59 milioni quale contributo comunitario annuale (per approfondire clicca qui ). La Rufolo ha spiegato in merito che almeno il 20% delle risorse sono destinate al miglioramento ambientale (sostenibilità); almeno il 30% al miglioramento della qualità della produzione di olio d’oliva e delle olive da tavola; almeno il 15% al sistema di tracciabilità, alla certificazione e alla tutela della qualità. Fra le azioni da perseguire anche il miglioramento della competitività attraverso la modernizzazione.

È stato poi fatto il punto sulle criticità e sulle opportunità che il comparto presenta e illustrate le proposte di azione della Cia, come sinteticamente riportato di seguito.

Criticità – Della situazione italiana la Rufolo ha messo in evidenza l’eterogeneità delle aziende del comparto e allo stesso tempo l’importanza di tutte, anche di quelle meno strutturate dal punto di vista del mercato ad esempio, perché comunque hanno un grande valore per l’ambiente e il territorio; l’andamento altalenante della produzione (a causa del clima e di problematiche fitosanitarie), che rappresenta una criticità insieme alla frammentazione della struttura produttiva (oltre 820mila aziende per un milione di ettari di superficie) e della struttura di trasformazione (5mila frantoi per una produzione media di olio annua di circa 250mila tonnellate sui 3 milioni di tonnellate mondiali, delle quali oltre 2 milioni sono europee e di queste un milione e seicento spagnole).  Fra le altre criticità la redditività non soddisfacente, la difficoltà a trasmettere al consumatore il rapporto qualità-prezzo del prodotto che trova a scaffale e la mancanza di una visione politica di prospettiva dell’Italia dell’olivicoltura.

Opportunità – Fra le opportunità messe in evidenza dalla Rufolo troviamo: il legame territoriale; la connotazione culturale (si è fatto riferimento all’importanza del progetto dell’olioturismo ora sospeso a causa dell’emergenza sanitaria); i benefici sulla salute; l’elevata biodiversità; l’elevata sostenibilità ambientale; spazi di crescita al consumo globale enormi.

Proposte di azione della Cia per il settore È stato specificato che non c’è una soluzione unica che vada bene per tutti data l’eterogeneità del comparto ed è necessario ricercare strumenti diversi che possano essere di “sostegno” alle diverse tipologie di aziende presenti nel territorio italiano. Cia ritiene non più rinviabile un rilancio dell’olivicoltura italiana, che è presidio territoriale, fonte di reddito per aziende localizzate su quasi tutto il territorio nazionale, fornitura di un alimento a riconosciuto valore nutrizionale. Secondo Cia è urgente lavorare per una olivicoltura competitiva, innovativa e aperta, connessa da un lato al territorio e dall’altra al mercato, puntando su quattro azioni indispensabili: incremento della produzione nazionale, valorizzazione della qualità e salvaguardia del rapporto con i territori; ricerca, innovazione e sviluppo per competitività e sostenibilità; approccio con il mercato: aggregazione, organizzazione della filiera e rapporto con la Gdo; cooperazione con l’area del Mediterraneo.  

Il futuro della politica agricola: opportunità da cogliere e cambiamenti da affrontare

Ha replicato con successo e quasi 900 visualizzazioni il webinar “Il futuro della politica agricola – Dai fondi straordinari del Next Generation EU alla sostenibilità ambientale” organizzato da Cia Romagna lo scorso 18 febbraio. Si sono confrontati sul tema l’assessore all’Agricoltura e agroalimentare, caccia e pesca della Regione Emilia-Romagna, Alessio Mammi, la responsabile Ufficio Bruxelles Cia – Agricoltori Italiani, Alessandra De Santis, il vicepresidente di Cia Emilia-Romagna, Antenore Cervi. I lavori erano presieduti da Danilo Misirocchi, presidente Cia Romagna.

“Condivido molto l’approccio e il punto di vista che Cia rappresenta e sta portando – ha esordito l’assessore Mammi – Mi pare un’impostazione giusta che cerca di fare i conti con la realtà, che non si chiude dentro schemi del passato che non torneranno più, ma è anche molto realista e cerca di guardare al futuro con sano pragmatismo”.

“Ogni fase storica presenta delle opportunità e dei rischi e noi, come sistema istituzionale e come imprese, dobbiamo sapere cogliere le opportunità, ma anche affrontare i cambiamenti che avremo davanti, consapevoli del contesto nel quale ci troviamo. Nei prossimi anni avremo sempre più una competizione globale planetaria molto forte per la produzione e l’approvvigionamento di cibo, e i continenti già stanno muovendosi nel fare accordi commerciali, nel promuovere politiche di carattere espansivo. Gli effetti dei cambiamenti climatici continueranno ad essere sempre più forti, così come avremo a che fare con cambiamenti negli stili di vita e nei consumi”.

“Abbiamo però anche opportunità inedite rispetto al passato, che dobbiamo cogliere come sistema agricolo alimentare italiano ed europeo. Innanzitutto una rinnovata consapevolezza del valore del cibo e dell’agricoltura, che pandemia rimesso al centro del dibattito, così come un altro aspetto sul quale una Regione come la nostra può dire tanto è il fatto che i consumatori saranno sempre più attenti a qualità, tracciabilità, sicurezza alimentare. Siamo davanti a quattro anni almeno in cui ci sarà una ripresa del commercio mondiale soprattutto nell’area occidentale e per noi quindi nuove opportunità che può cogliere anche una regione come la nostra, che ha organizzazione, know how, conoscenza, un sistema agricolo ancora solido e strutturato”.

“Per affrontare le difficoltà, le sfide, i cambiamenti e per valorizzare al massimo le opportunità avremo degli strumenti straordinari anche dal punto di vista economico, che in passato non sempre abbiamo avuto. Da questo punto di vista l‘Europa ha cambiato strada. Dopo la pandemia, questa nuova consapevolezza intorno al valore del cibo e dell’agricoltura che ne è alla base, l’Europa ha cambiato orientamento e nella prospettiva dei prossimi sette anni avremo anche qualche risorsa in più rispetto agli ultimi sette, anche se secondo il settore agricolo e agroalimentare meriterebbe un investimento ancora più forte. A queste risorse del Psr si sommano poi quelle del Recovery fund che il nuovo governo dovrà gestire in tempi molto rapidi. Mi auguro che di questi 209 miliardi una quota maggiore sia per l’agricoltura: oggi ne sono stati individuati solo un miliardo e 800 milioni, che sono insufficienti. Lo chiederò al ministro Patuanelli che ho già contattato nei giorni scorsi appena è stato nominato. Sul Recovery a ottobre come Emilia-Romagna abbiamo mandato al Governo un documento con alcuni suggerimenti su come le risorse potrebbero essere ben impiegate per rispondere adeguatamente alle alle sfide che l’agricoltura avrà nei prossimi anni”.

“Naturalmente il dibattito in corso sulla nuova Pac in Europa è tra Parlamento, Commissione e Consiglio. Le regioni ancora in questa discussione non sono entrate e stiamo chiedendo da mesi che si inizi a coinvolgerle. Non sopporto l’idea che la Pac sia vista come una cosa che riguarda gli agricoltori o il settore green: la Pac è il documento fondativo dell’Unione Europea e cioè è un documento strategico che determina il ruolo che l’Europa vuole avere nel mondo. La Pac nasce come creazione di un mercato agricolo comune e come strumento con il quale ad aiutare i nostri popoli a essere autonomi e autosufficienti dal punto di vista alimentare e agricolo. Secondo me questo obiettivo deve ancora averlo. Si punta molto forte sul piano della sostenibilità, ma non può abbandonare il suo primario obiettivo, fare in modo che l’Europa sia autosufficiente e un player attivo nel commercio mondiale”.

“La sostenibilità non viene chiesta dall’Europa o da qualche burocrate. E’ una grande domanda del pianeta, di larghe parti dei consumatori. Contrapporre ambiente e agricoltura è l’errore più clamoroso, perché gli agricoltori vivono e lavorano a contatto con l’ambiente, hanno tutto l’interesse oltre che l’esigenza, oltre che la tensione morale, a fare in modo che terreni cui operano siano fertili, le acque siano pulite, utilizzate bene, che le emissioni diminuiscano, che si salvaguardi la biodiversità come elemento di ricchezza, che venga mantenuta la sostanza organica nei terreni”.

“Se c’è una regione in Italia che sul piano sostenibilità ha fatto tantissimo, ha accelerato nell’aumento di più 75 per cento del biologico, sia di imprese che di ettari negli ultimi sette anni. Nel nuovo Psr 2021 2022 continuiamo con le misure agroambientali, con il sostegno al biologico, sia l’insediamento che il mantenimento, faremo un bando sul biologico proprio per aumentare le percentuali. Quindi è una sfida che noi raccogliamo fino in fondo, consapevoli che produttività e sostenibilità devono stare insieme, perché non c’è sostenibilità ambientale se non c’è anche sostenibilità economica e sociale, non c’è impresa capace di produrre meglio e in modo più intelligente se non è capace anche di generare reddito per chi lavora”.

“Sulla nuova Pac ci sono fondamentalmente ancora 3-4 punti aperti sui quali bisogna lavorare molto. Il primo è la governance: le regioni non possono essere tenute fuori dalla governance della nuova Pac. Il piano strategico nazionale: è giusto, discutiamolo, vogliamo dire la nostra, dare dei consigli sulla base anche delle esperienze che le Regioni raccolgono, che non sono tutte uguali. Però noi vorremmo rimanere anche autorità di gestione. Ho visto questo primo anno da assessore che quando sono stati fatti ad esempio dei bandi nazionali da parte del ministero dell’Agricoltura non sempre hanno dato delle risposte molto convincenti, sia in termini dei tempi, sia rispetto al merito. Se dovessi immaginare che tutto il prossimo Psr sia gestito da Roma un po’ mi preoccuperebbe rispetto ai tempi, alla velocità di emanazione dei bandi, alla capacità di essere efficienti. Sugli ecoschemi vorremmo dire la nostra, così come sulla necessità di rivedere anche le procedure della nuova Pac cercando di semplificare anche sistemi di valutazione dei risultati. Servirebbero nuovi Ocm di carattere nazionale capaci anche di rafforzare gli aspetti commerciali in alcuni settori strategici per la nostra regione”.

“Stiamo adesso discutendo come Regioni con le rappresentanze agricole su come destinare i circa 380 milioni che potremmo avere nei prossimi due anni di transizione del Psr 2020-22. Circa la metà andranno a misure che riguardano l’ambiente, il clima, misure agroambientali. Il resto dovremo continuare a investirlo sui giovani e sugli investimenti aziendali, sia singoli che premiando coloro che decidono di collaborare, di mettersi in filiera in modo lungimirante, e nell’aiutare le nostre imprese a essere sempre più capaci di arrivare sui mercati. Per me le risorse del Psr vanno distribuite sulla base di criteri oggettivi e di merito: devono tener conto delle caratteristiche regionali dell’agricoltura, del numero di imprese, anche del numero di occupati. Insieme ad altre 15 regioni italiane abbiamo proposto di rivedere i criteri di riparto del Psr e questa proposta condivisa ha trovato l’opposizione di altre sei regioni, che invece vogliono mantenere i criteri “storici” in modo completo. Su questo cercheremo di impegnarci perché ci consentirebbe di avere maggiori risorse a disposizione delle nostre imprese”.

Il futuro della politica agricola, Next Generation EU, sostenibilità ambientale

Il 18 febbraio alle 20.30 Cia Romagna recupera l’evento online sul tema “Il futuro della politica agricola – Dai fondi straordinari del Next Generation EU alla sostenibilità ambientale”, grazie anche alla rinnovata disponibilità degli ospiti coinvolti.

Appuntamento quindi sul canale YouTube di Cia Romagna con gli interventi della Responsabile Ufficio Bruxelles Cia – Agricoltori Italiani,Alessandra De Santis, e dell’Assessore all’agricoltura e agroalimentare, caccia e pesca della Regione Emilia-Romagna, Alessio Mammi.

I lavori saranno presieduti da Danilo Misirocchi, Presidente Cia Romagna; le conclusioni sono affidate al Vicepresidente di Cia Emilia-Romagna, Antenore Cervi.

Cia Romagna con questo appuntamento pubblico in streaming intende informare gli associati sulla situazione, oggi, dei temi oggetto dell’incontro (Pac, Next Generation, Green Deal, sostenibilità); sui vari orientamenti in essere in merito e, all’interno di questi, su come stanno operando l’Organizzazione e l’assessorato regionale all’agricoltura, con il quale Cia ha un rapporto continuo.

Per Cia è indispensabile che la nuova Pac non si trasformi in una politica finalizzata al raggiungimento di obiettivi puramente ambientali, a discapito della produzione agricola e dello sviluppo delle aree rurali. “Detto ciò, non possiamo contrastare il percorso verde, che anche noi condividiamo e da tempo lo pratichiamo in questa regione – spiega Danilo Misirocchi – È necessario il confronto e deve avvenire su basi scientifiche e non ideologiche. Solo con la scienza e l’innovazione è possibile migliorare l’impatto ambientale. Quindi, dobbiamo far emergere alcuni pregiudizi non corretti verso l’attività agricola e chiarirli anche a tutta l’opinione pubblica, a quella che esprime sensibilità verso i temi della sostenibilità ambientale e anche a quella che ne dimostra meno, perché si tratta comunque del futuro di tutti”.

Gli agricoltori vogliono continuare ad essere protagonisti attivi nella svolta che mira alla neutralità climatica e sono pronti ad investire ancora per rispondere agli obiettivi delle strategie verdi e della sostenibilità dell’Unione Europea (Farm to Fork e Biodiversity).  “Condividiamo il percorso verde europeo. In Emilia-Romagna ci siamo impegnati molto e abbiamo realizzato tanto su questo versante, riducendo in maniera importante l’impatto della nostra attività sull’ambiente – specifica Misirocchi – Non vorremmo che proprio gli importanti risultati ottenuti sin qui in questo territorio, frutto di grandi percorsi, diventassero un demerito, una penalizzazione e ci trovassimo a dover pagare un caro prezzo perché abbiamo già fatto un pezzo di strada. Questo pezzo di strada deve essere riconosciuto. La sostenibilità, oltre che ambientale deve essere produttiva, economica e sociale. Diversamente – conclude Misirocchi – la ricaduta sul territorio potrebbe avere impatto negativo su tutti i fronti, frutticoltura compresa, già in sofferenza. Le superfici potrebbero ridursi ulteriormente e questo non farebbe bene nemmeno all’ambiente, visto che si tratta di colture funzionali all’assorbimento e al sequestro di anidride carbonica e alla produzione di ossigeno”.

Domande aiuti per calamità – Danni da gelate anno 2020

Informiamo che è possibile fare domanda per contributi di cui al D. Lgs. 102/04 per i danni da gelate del 2020.

Le domande possono essere presentate entro il 6/2/2021. Il riconoscimento potrà riguardare le sole colture frutticole di albicocco, pesco e nettarine, susino, ciliegio, kiwi, melo e pero.

Potranno fare domanda le aziende agricole in cui si siano registrati danni alle produzioni vegetali in misura SUPERIORE AL 30% della intera PLV aziendale potenziale ordinaria.

Non potrà fare domanda chi avesse fatto, nel 2020, assicurazione per le gelate tardive, quantomeno per le colture assicurate.

Il contributo sarebbe in conto capitale (a fondo perduto) in funzione del danno accertato. L’entità di tale contributo dipenderà dal numero di domande presentate e dalle cifre stanziate: potrebbe anche essere sensibilmente inferiore all’effettivo danno calcolato.

Per poter valutare se l’azienda ha le caratteristiche per poter presentare domanda è possibile rivolgersi agli uffici di Cia Romagna muniti dei seguenti dati:

•             QUINTALI PRODUZIONI 2020 (solo le colture frutticole, tutti i quintali, compreso lo scarto);

•             VALORI DI LIQUIDAZIONE delle produzioni 2020 (se già conosciuti e solo per le colture frutticole);

•             valori di liquidazione di eventuali INDENNIZZI ASSICURATIVI per qualsiasi calamità 2020 (solo per le colture frutticole);

•             superfici IMPIANTI FRUTTICOLI IN ALLEVAMENTO (impianti realizzati in 2019 e in 2020)

Le superfici delle colture verranno desunte dal Piano Colturale dichiarato nel 2020.

Chiusure periodo natalizio

Gli uffici di Cia Romagna saranno chiusi nei pomeriggi
del 24 e del 31 dicembre 2020. Cia Romagna porge sentiti auguri di buone feste.

Internazionalizzazione imprese – Due webinar il 10 e il 16 dicembre

Photo by Kelsey Knight on Unsplash

AGRICOLTURA ITALIANA VERSO EXPO DUBAI 2021 – Il 10 dicembre 2020 alle ore 11 si terrà il webinar su “Agricoltura Italiana verso Expo Dubai 2021: parte dal Libano una piattaforma di marketing innovativo all’insegna del Mediterraneo”, rivolto alle aziende associate interessate ad intraprendere o rafforzare il commercio verso il Libano ed i paesi del Medio Oriente.  Per partecipare è sufficiente registrarsi cliccando qui entro le 11.30 del 9 dicembre.
L’evento, organizzato dall’Ufficio internazionalizzazione della Cia nazionale in collaborazione con il partner Remomero s.a.r.l. Branding Export, nasce nell’ambito delle attività formative per lo sviluppo internazionale delle imprese associate. Leggi tutto

PIATTAFORMA GO-EXPORT ALIBABA.COM – Il 16 dicembre 2020 dalle ore 16 in videoconferenza Cia Emilia-Romagna presenterà la piattaforma Go-Export Alibaba.com. È necessario comunicare a Luigi Cerone (l.cerone@cia.it), entro martedì 15 dicembre, l’elenco delle aziende interessate a partecipare all’incontro con le seguenti indicazioni: denominazione azienda, elenco produzioni/prodotti, indirizzo posta elettronica, numero di telefono. Per collegarsi all’evento clicca il seguente link https://bit.ly/2KYTeM5  o clicca il collegamento nel programma.
L’iniziativa è sostenuta da Cia per promuovere l’export del Made in Italy agroalimentare, aprendo nuovi canali commerciali online per le aziende associate e favorire incontri sul web con buyers di tutto il mondo.

Emergenza Coronavirus – Principali regole per servizi di ristorazione, ricettivi, esercizi commerciali e spostamenti in base ai nuovi decreti e alle nuove ordinanze

Da domenica 6 dicembre l’Emilia-Romagna torna in zona gialla, diverse le regole da rispettare. Di seguito le principali

Dopo il decreto legge del Consiglio dei Ministri approvato il 2 dicembre e il Dpcm del 3 dicembre 2020 contenente le nuove misure per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19, Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato tre nuove Ordinanze sulla base dei dati della Cabina di Regia. La terza Ordinanza dispone il passaggio anche della Regione Emilia-Romagna dall’area arancione a quella gialla, come Friuli Venezia Giulia, Marche, Puglia e Umbria.

Di seguito le principali regole da rispettare in zona gialla. I dettagli di tutte le misure previste in fascia gialla e nel periodo natalizio si trovano sul sito della Regione Emilia-Romagna: https://www.regione.emilia-romagna.it/coronavirus

In zona gialla è consentito spostarsi dalla 5 alle 22 senza dover giustificare gli spostamenti. 

Confermato il divieto dalle 22 alle 5 del giorno successivo, se non per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute (per le quali occorre l’autodichiarazione prevista).

Servizi di ristorazione – bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie – aperti dalle 5 alle 18, con l’asporto consentito fino alle 22. 

Ancora: nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali all’interno dei centri commerciali e dei mercati, sempre in base al Decreto governativo, ad eccezione di farmacie, parafarmacie, presìdi sanitari e punti vendita di generi alimentari, tabacchi e edicole. Restano sospesi gli spettacoli e le mostre aperti al pubblico in teatri, sale da concerto, musei; stop alle attività di palestre e centri benessere; raccomandazione al più ampio uso dello smart working per le attività lavorative e professionali, sia nel privato sia nel pubblico impiego.

Uso della mascherina a coprire naso e bocca sempre dal momento in cui si esce dalla propria abitazione, fatto salvo che per i bambini al di sotto dei sei anni, le persone con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina e durante l’esercizio dell’attività sportiva, nelle modalità consentite, così come restano raccomandati il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani.

Natale e Capodanno

Il Governo ha poi deciso misure specifiche per le vacanze natalizie, valide sull’intero territorio nazionale, oltre a una forte raccomandazione a non invitare nelle proprie case persone non conviventi per pranzi, cene e altre attività conviviali.

In particolare, per quanto riguarda gli spostamenti, dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 è vietato, nell’ambito del territorio nazionale, spostarsi tra regioni e, nelle giornate del 25 e del 26 dicembre 2020 e dell’1 gennaio 2021, è vietato anche ogni spostamento tra comuni, fatti salvi motivi di lavoro, o situazioni di necessità, ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case in altra regione e, nelle giornate del 25 e 26 dicembre 2020 e dell’1 gennaio 2021, anche di quelle in altro comune.

Inoltre, sono vietati gli spostamenti dalle ore 22 del 31 dicembre 2020 alle ore 7 dell’1 gennaio 2021, a parte quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità o motivi di salute.

Esercizi commerciali e ristorazione

Dal 6 dicembre oggi e fino al 6 gennaio 2021, l’apertura degli esercizi commerciali al dettaglio è consentita fino alle ore 21.

Negli alberghi dalle 18 del 31 dicembre e fino alle 7 del 1^ gennaio 2021 è permessa la sola ristorazione con servizio in camera.

Tutte le misure previste in fascia gialla e nel periodo natalizio sul sito: https://www.regione.emilia-romagna.it/coronavirus  

CIA ROMAGNA SERVIZI srl – Agriturismi, vendita diretta, igiene alimenti

 

Matteo Pagliarani tra i 27 partecipanti di tutto il mondo al Gymnasium Oma

Matteo Pagliarani, coordinatore dei Giovani Imprenditori Agricoli di Cia Romagna (Agia), 26enne, è uno dei due unici italiani, e tra l’altro romagnoli, tra i 27 partecipanti di tutto il mondo, selezionato dall’Organizzazione mondiale degli agricoltori (Oma) per la seconda edizione del Gymnasium, il percorso biennale di specializzazione internazionale per giovani agricoltori.

Prenderà così parte al biennio formativo, inaugurato online lo scorso fine novembre, in rappresentanza dei giovani imprenditori agricoli di Cia-Agricoltori Italiani.

Ad attenderlo il lungo percorso di crescita professionale che l’Oma ha pensato per i futuri leader del settore grazie a occasioni di condivisione delle conoscenze e delle esperienze attraverso lezioni in aula e il coinvolgimento in eventi internazionali come le sessioni plenarie del Comitato per la sicurezza alimentare mondiale, il Forum globale sull’alimentazione e l’agricoltura e la Conferenza delle parti Unfccc, Cop e Forum politico ad alto livello delle Nazioni Unite.

Le sfide da affrontare sono di grande attualità e già nel focus di Cia e della sua associazione dei giovani, Agia. In primo piano i cambiamenti climatici e la sostenibilità ambientale, economica e sociale, le filiere agricole e il reddito degli agricoltori. “Mi aspetta una bella sfidaafferma PagliaraniIl poter confrontarmi con altri 26 agricoltori da tutto il mondo è un forte onere e onore, che porterò avanti con tutto me stesso”.

“Siamo fieri e orgogliosi della scelta fatta dall’Oma che ha riconosciuto in Matteo uno dei nostri tanti validi giovani imprenditoricommenta il presidente nazionale di Agia-Cia, Stefano FranciaOra si apre per lui, ma anche per l’associazione, un’importante occasione di alta formazione a livello internazionale. È estremamente strategico per lo sviluppo del settore agricolo italiano che proprio le giovani generazioni di imprenditori agricoli abbiano, grazie all’Omaconclude Francial’opportunità di confrontarsi con colleghi di tutto il mondo, di apprendere da esperti di grande levatura e prendere parte da protagonisti a eventi di carattere mondiale estremamente rilevanti per il futuro post-Covid e green dell’agricoltura”.

Danilo Misirocchi, Presidente di Cia Romagna, ribadendo l’orgoglio per l’importante percorso che si è aperto per Matteo Pagliarani, sottolinea: “Gli unici due giovani scelti in tutta Italia sono romagnoli: del resto l’agricoltura ha un ruolo notevole in Romagna, anche per l’indotto che genera. La scelta è segno anche di un riconoscimento del ruolo e del valore delle organizzazioni di rappresentanza del territorio”.

Matteo Pagliarani è perito agrario e lavora nella Cooperativa di famiglia “Clorofilla”, azienda agricola multifunzionale e sociale con produzione perlopiù di farina, formaggi caprini, pasta e vino biologici. Gestisce personalmente tutto il ramo turistico dell’azienda, quello che porta il lavoro agricolo a diretto contatto con le persone in agriturismo.

Matteo Pagliarani è coordinatore di Agia-Cia Romagna e formatore professionale per il settore agrituristico. Autore del libro “Non volevo fare il contadino”, da tempo porta avanti il suo progetto di sensibilizzazione dedicato alla riscoperta e valorizzazione del settore agricolo, soprattutto tra le nuove generazioni.

Assemblea nazionale Cia “Agricoltura-Territorio-Società. Riprogettiamo il futuro”

Tra gli ospiti Conte, Timmermans, Bellanova, Amendola e Boccia

“Agricoltura-Territorio-Società. Riprogettiamo il futuro”. Questo lo slogan dell’Assemblea nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, che si terrà venerdì 27 novembre, a partire dalle ore 10, in modalità webinar. Per seguire la diretta, basta collegarsi al link: https://youtu.be/I1ce4svphqw

Un appuntamento importante che vedrà centinaia di agricoltori collegati a distanza da ogni parte d’Italia, nonché la partecipazione di ospiti istituzionali e di governoInterverranno, infatti, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte; il vicepresidente esecutivo della Commissione Ue per il Green Deal Frans Timmermans; la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova; il ministro per gli Affari europei Vincenzo Amendola; il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia; il viceministro allo Sviluppo economico Stefano Buffagni; la viceministra dell’Economia Laura Castelli; il sottosegretario al ministero degli Affari esteri Manlio Di Stefano.

Gli effetti drammatici della pandemia hanno riacceso la discussione sui modelli di crescita e sviluppo che dovranno caratterizzare il prossimo futuro. La ripresa dipenderà dalla capacità di interpretare il cambiamento cogliendo le opportunità delle strategie programmate, a partire dal Green Deal europeo, dove l’agricoltura, in sinergia con le altre risorse economiche dei territori, è chiamata a svolgere un ruolo da protagonista. Sfide ambiziose su cui poggiano le decisioni, i provvedimenti e gli strumenti messi in campo con il Covid, tra cui il Next Generation EU, pacchetto per la ripresa in un’ottica più verde, digitale e resiliente per garantire alle nuove generazioni un futuro sostenibile sotto il profilo economico, ambientale e sociale. Senza trascurare le misure economiche promosse a livello nazionale per rilanciare lo sviluppo dell’Italia.

Per tali ragioni, Cia ha scelto di concentrare i lavori della propria Assemblea nazionale intorno alle dinamiche caratterizzanti il rapporto tra Agricoltura-Territorio-Società e ai percorsi capaci di reinterpretare tale rapporto, facendone un pilastro delle future strategie di pianificazione per la ripresa. Non solo agricoltura, quindi, ma una visione di insieme capace di includere il settore all’interno di un progetto di ampio respiro insieme a tutte le altre attività economiche e forze sociali diffuse sui territori.

Più in dettaglio, dopo i saluti introduttivi di Mauro Di Zio, vicepresidente nazionale Cia, si terrà la tavola rotonda sui temi dell’Assemblea, con rappresentanti di Regioni, Parlamento italiano e Ue, mondo imprenditoriale, partendo dalla relazione introduttiva a cura di Renato Mason, segretario CGIA di Mestre. Interverranno, moderati dal giornalista Carlo PucaDonato Pentassuglia, coordinatore Commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni; Alessia Rotta, presidente Commissione Ambiente della Camera; Martina Nardi, presidente Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera; Gianpaolo Vallardi, presidente Commissione Agricoltura del Senato; Antonio Tajani, presidente della Conferenza dei presidenti di Commissione del Parlamento europeo e capodelegazione di Forza Italia; Tiziana Beghin, capodelegazione del M5S al Parlamento europeo; Stefano Francia, presidente Agia-Associazione Giovani imprenditori agricoli di Cia; Alessandro Squeri, presidente giovani imprenditori di Federalimentare.

A chiudere i lavori dell’Assemblea, dopo la tavola rotonda e gli interventi istituzionali e di governo, sarà il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani Dino Scanavino.

Guarda il video promo dell’Assemblea

C.I.A. EMILIA ROMAGNA – VIA BIGARI 5/2 – 40128 BOLOGNA BO – TEL. 051 6314311 – FAX 051 6314333
C.F. 80094210376 – mail: emiliaromagna@cia.it PEC: amministrazione.er@cia.legalmail.it

Privacy Policy  –  Note legali –  Whistleblowing policyTrasparenza

WhatsApp chat